
Questo mese ricordiamo l’anniversario della nascita di uno dei più grandi e indiscussi geni dell’arte: Caravaggio.
Michelangelo Merisi, detto Il Caravaggio dal nome del paese lombardo in cui è nato, rivela molto presto la sua predisposizione artistica. Entra dunque nella bottega del pittore Simone Peterzano, allievo di Tiziano.
Nel 1592 l’irrequieto pittore decide di trasferirsi a Roma. La vita di Caravaggio è in bilico tra un alternarsi di denunce e risse e una fecondità creativa che lo porta a dipingere opere meravigliose.
Nel maggio del 1606, Caravaggio uccide in un duello il suo avversario. Questo lo condannerà a fuggire per il resto della sua vita, prima in Palestina, poi nell’Italia meridionale tra Napoli e la Sicilia, fino a Malta.
Colpito da una brutta febbre, Caravaggio si spegne il 18 luglio 1610.
In occasione dei 450 anni dalla sua nascita, immergiamoci nella bellezza delle tele caravaggiesche attraverso le immagini di Mondadori Portfolio.
Cena in Emmaus

Il dipinto rappresenta un episodio del Vangelo di Luca: due discepoli, Cleofa e Giacomo Maggiore, riconoscono Cristo risorto, vestito da viandante, nel momento in cui benedice il pane e il vino. Il discepolo posto di spalle coinvolge lo spettatore, invitandolo a avvicinarsi e prendere posto davanti a Gesù. Caravaggio studia la luce in modo da guidare lo sguardo sui punti salienti della tela. Il quadro unisce la rappresentazione realistica, data dalla bellissima natura morta sul tavolo, a una simbolica. L’opera è ricca di rimandi, pensiamo alla posizione delle figure, che ricorda la forma di una croce, oppure la predominanza del verde, del rosso e del bianco, a simboleggiare le tre virtù teologali.
Canestra di Frutta

Conservata presso la Pinacoteca Ambrosiana di Milano, la “Canestra di frutta” viene commissionata dal cardinale Francesco Maria del Monte per poi essere donata al cardinale Federico Borromeo. Il protagonista del dipinto è una cesta contenente dei frutti, alcuni rigogliosi e ben maturi, altri invece ammaccati o lievemente danneggiati. Caravaggio, in questo modo, vuole porre l’attenzione sulla fragilità e la caducità della vita.
Vocazione di san Matteo

Caravaggio immortala l’istante in cui Cristo chiama a sé Matteo per esortarlo a abbandonare la sua attuale vita (era un pubblicano, ovvero colui che si occupava di riscuotere le tasse) e convertirlo in un suo apostolo. Nonostante la presenza di una finestra spalancata, la luce non proviene da lì bensì da un punto in alto a destra, fuori dalla scena. Essa, poiché accompagna il gesto di Cristo, simboleggia la Luce Divina.
Giuditta e Oloferne

Trasferitosi a Roma, Caravaggio realizza “Giuditta e Oloferne” su commissione del banchiere genovese Ottavio Costa. Ripreso dall’Antico Testamento, l’episodio dipinto dal pittore raffigura il momento in cui Giuditta, giovane e coraggiosa vedova ebrea, decapita nel sonno il generale assiro Oloferne, salvando così il suo popolo dalle razzie dell’esercito nemico. Impressionanti sono le espressioni dei tre personaggi: il terrore di Oloferne, la determinazione di Giuditta e la rabbia dell’ancella, quasi a infondere alla giovane eroina il coraggio per uccidere l’uomo.
San Girolamo

Questo olio su tela, realizzato tra il 1605 e il 1606, viene commissionato dal cardinale Scipione Borghese. Caravaggio raffigura il santo posto di tre quarti su una tela orizzontale, quasi fosse una natura morta di cui san Girolamo è parte integrante insieme alla carta, al teschio e al tavolo su cui sta studiando. Ogni elemento, come spesso si riscontra nei quadri di Caravaggio, ha un significato simbolico: il capo reclinato del santo, intento nello studio, è in opposizione al teschio in quanto simbolo di vanità dei beni terreni. La sobrietà della composizione e dei colori si contrappone alla vivacità del rosso del manto di san Girolamo.
Bacchino Malato

È evidente di non essere di fronte al solito ritratto di una divinità pagana: Caravaggio dipinge Bacco con una carnagione pallida, malaticcia. Alcuni ritengono di trovarci di fronte a un autoritratto di Caravaggio, in quel periodo tra l’altro ricoverato in ospedale a causa di un calcio da parte di un cavallo. Collegato a ciò, gli studiosi sostengono che dipingere Bacco fosse un modo di esprimere la voglia di tornare alla normalità e ai piaceri della vita una volta terminata la guarigione. Notiamo anche il contrasto tra l’edera rigogliosa che incornicia il capo di Bacco e i due acini marci nella sua mano, simbolo della fragilità della vita e dell’inevitabilità della morte.
Incredulità di san Tommaso

Caravaggio immortala sulla tela un episodio fondamentale del Vangelo di S. Giovanni: San Tommaso, di fronte a Gesù, è restio a credere che il Cristo morto sia risorto; così quest’ultimo invita l’incredulo apostolo a porre il dito nella piega del suo costato. Lo studio della luce, la disposizione a croce delle quattro teste e il triangolo di sguardi progettato da Caravaggio permette un’ulteriore concentrazione sul punto focale del dipinto: la rivelazione di Gesù.