
Il 7 marzo del 1872 nasce Piet Mondrian e, in occasione dei 150 anni dalla sua nascita, Mondadori Portfolio ricorda il padre dell’astrattismo geometrico.
Pieter Cornelis Mondriaan nasce ad Amersfoort, in Olanda. Grazie al padre, si appassiona fin da giovanissimo all’arte e nel 1892 entra nell’Accademia di Belle Arti di Amsterdam. I suoi lavori ritraggono spesso paesaggi con uno stile naturalista o impressionista.
I primi passi verso l’astrazione avvengono tra il 1905 e il 1908. Nel 1911 Mondrian rimane profondamente colpito anche dall’esposizione di cubismo Moderne Kunstkring di Amsterdam.
Si trasferisce a Parigi. Qui subisce l’influenza di Georges Braque e Pablo Picasso, ma il cubismo è solo un punto di partenza piuttosto che un traguardo. Piet Mondrian, infatti, cerca di conciliare la sua opera artistica con i suoi studi spirituali e teosofici.
Alla fine del 1919 comincia a realizzare dipinti basati su griglie e forme dipinte con colori primari, nero o grigio. A partire dalla metà degli anni Trenta, Mondrian produce le celebri “losanghe”, tele quadrate che vengono appese inclinate a quarantacinque gradi, così da sembrare dei rombi.
Lascia Parigi nel 1938, si trasferisce a Londra e, due anni più tardi, con la caduta di Parigi e l’invasione dell’Olanda, si sposta a New York. Nella Grande Mela Mondrian dà vita a tele sorprendenti: complesse grate di linee gialle, blu e rosse che s’intersecano in maniera occasionale, fornendo una sensazione di profondità.
A 150 anni dalla nascita del pittore olandese, rendiamo omaggio all’innovazione artistica di Piet Mondrian.
Inoltre, non perdetevi la rassegna a lui dedicata presso il MUDEC di Milano, in mostra fino al 27 marzo 2022.
New York City 3

L’opera è realizzata utilizzando colori ad olio, pennarelli, carboncino e strisce colorate ed adesive. Attualmente è esposta al museo Thyssen-Bornemisza di Madrid. Il quadro è incompiuto. La musica, l’architettura, l’organizzazione urbanistica e la stimolante caoticità di New York cambiano i temi artistici di Mondrian, che approda ad una espressione più visiva e meno simbolica. “New York City 3” è la conseguenza di questo rapporto felice con la città.
Victory Boogie-Woogie

Il quadro è composto da una quantità di quadrati colorati, che sembrano quasi luccicare come un mosaico. Spariscono i rigidi reticoli neri e ciò ha lo scopo di riprodurre il frenetico ritmo del ballo del Boogie-Woogie. Quest’opera trasmette vitalità, suggerendo l’atmosfera della città di Broadway, riprendendo il reticolato delle sue strade e lo sfrecciare in esse dei taxi gialli.
Composizione a losanga in rosso, nero, blu e giallo, 1925
Composizione II in rosso, blu e giallo

La tela è stata dipinta nel 1929, a cavallo tra le due guerre mondiali. Le spesse righe nere sono ortogonali tra loro e creano delle campiture rettangolari e quadrate che, si presuppone, possano continuare al di fuori dal campo dipinto. I colori sono quelli primari, giallo, rosso e blu, disposti secondo un ordine compositivo che ricerca l’equilibrio formale e cromatico. Inoltre, i colori sono legati ad una precisa simbologia: il giallo rappresenta l’energia solare, il rosso l’unione tra luce e spazio e il blu la spiritualità.
Albero grigio

Facciamo un passo indietro e osserviamo “Albero grigio”, un olio su tela del 1911. Qui Piet Mondrian compie un passo decisivo verso la costruzione di un linguaggio visivo sintetico ed essenziale. Partendo dalla realtà naturale approda a una sintesi geometrica: questa è la base del cosiddetto Neoplasticismo. L’albero appare stilizzato, il tronco e i rami sono linee nette e vi è il totale abbandono del colore.
Mulino alla luce del sole

Proseguiamo il nostro viaggio a ritroso e arriviamo al 1908, quando Mondrian dipinge il mulino Winkelse a Abcoud. “Mulino alla luce del sole” rappresenta una profonda rottura stilistica che, di lì a poco, porterà alla produzione delle sue opere astratte. Il colore, applicato in modo approssimativo, conferisce al dipinto un tono aggressivo, le aree luminose contrastano con il tutto. Questo crea una composizione radiosa, un lavoro di natura altamente espressiva dove il soggetto non è più importante. L’influenza proviene chiaramente dal fauvismo.
Bosco presso Oele

“Bosco presso Oele” segna il momento del distacco di Piet Mondrian dalla tradizione nazionale della pittura olandese. Nel 1909 viene consacrato come esponente dell’avanguardia olandese ed è anche l’anno in cui aderisce alla Società Teosofica, gruppo di intellettuali che credeva in un cosmo armonioso in cui spirito e materia si uniscono. La tela immortala il bosco vicino al villaggio di Oele, nei Paesi Bassi orientali, e viene rappresentato in maniera stilizzata e bidimensionale. Gli alberi, resi con linee verticali, ondulate e serpeggianti, si curvano intorno al sole evocando una sorta di arco a sesto acuto con rosone centrale.