
Dal 07 febbraio al 07 giugno 2020 il Palazzo Reale di Milano apre le sue porte alla mostra “Georges de la Tour l’Europa della luce”.
A cura di Francesca Cappelletti e promossa dal Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale e MondoMostre Skira, la rassegna è dedicata a un pittore rimasto sconosciuto per più di due secoli.
Georges de La Tour è considerato non solo uno dei più celebri artisti del Seicento, ma anche uno dei più importanti e originali prosecutori della scuola di Caravaggio in Francia.
La sua pittura è caratterizzata da un profondo contrasto tra luce e ombra. I volti delle sue figure, spesso illuminati solo da una fievole candela, raccontano della povertà, dell’inesorabile trascorrere del tempo, di sguardi assorti e silenziosi.
Un percorso con più di 30 opere, provenienti dalle più importanti istituzioni americane e francesi.
Mondadori Portfolio ricrea l’atmosfera dei quadri di Georges de la Tour con una gallery dei suoi capolavori.
La Maddalena penitente

La tela, datata 1638, raffigura Maddalena assorta nelle sue meditazioni, immersa in un ambiente buio rischiarato dalla fiamma di una candela. Il quadro non è altro che una rappresentazione del tempo che scorre: il teschio che Maddalena tiene in grembo fa riferimento all’inevitabilità della morte e anche la fiamma è un rimando al tempo che passa.
La Buona Ventura

Per illuminare la scena e ogni suo dettaglio, Georges de la Tour conferisce alla tela una luminosità chiara e diffusa. Un giovane elegante si sta facendo leggere la mano, la “buona ventura” appunto, da una vecchia zingara. Ma, nel frattempo, due giovani donne lo stanno derubando.
San Giuseppe falegname

Tramite forti contrasti chiaroscurali, Georges de la Tour raffigura San Giuseppe mentre sta lavorando vicino a Gesù bambino, il quale fa luce all’uomo attraverso una candela. La trave che San Giuseppe sta segando è interpretata come una prefigurazione del legno della croce su cui Cristo morirà.
Il baro con l’asso di quadri

Quest’opera di De la Tour è importante per due motivi: la prima, è una delle poche opere che non presenta un’ambientazione notturna; la seconda, è l’intento moraleggiante. Il ragazzino sulla destra, raffinato e ben vestito, sta giocando una partita a carte con una donna, riccamente abbigliata, e con un uomo che siede di fronte a lui. La donna fa un cenno con la mano all’uomo e quest’ultimo estrae da una fascia attorno alla vita un asso di quadri per passarlo alla donna. L’intento della coppia è truffare il giovane che perderà i suoi denari, posti proprio davanti a lui, sul tavolo. Un’inserviente, intanto, porta in tavola del vino, ma osserva con sguardo complice i due personaggi partecipando anch’essa alla truffa. Ecco la morale, un uomo virtuoso e dai saldi principi non dovrebbe farsi tentare dalla lussuria (la donna), dal vino (l’inserviente) e dal gioco d’azzardo.
Il sogno di San Giuseppe

Un’altra tela che testimonia il tipo di composizione privilegiata da Georges de la Tour: intima, raccolta, con i personaggi in primo piano e illuminati dalla flebile luce di una candela. L’episodio, tratto dai Vangeli, racconta di un angelo che, apparendo in sogno a san Giuseppe, lo avvisa di fuggire in Egitto con la propria famiglia per evitare la strage di re Erode.
Il Neonato

Chiaramente influenzato dall’uso della luce di Caravaggio, “Il neonato” è pervaso da una fonte luminosa che non vediamo. Essa, e in ciò si differenza dal maestro italiano, illumina tutte le figure non in modo realistico e conduce lo sguardo dello spettatore al fulcro del dipinto, il bambino in fasce. La sua nascita allude chiaramente a quella di Gesù, attorniato da, ipotizziamo, Maria e sant’Anna.
I giocatori di dadi

Realizzato nel biennio 1650-51, questo olio su tela è custodito nel Teesside Museum a Middlesbrough. La fiamma della candela illumina la scena e i volti delle figure attorno al tavolo. Da notare la capacità di Georges de la Tour nel rendere la luce che si riflette sulla superficie liscia e metallica delle armature.