
Il 6 dicembre ricorre il 180° anniversario di nascita del pittore francese Jean-Frédéric Bazille.
Jean Frédéric Bazille nasce nel dicembre del 1841 a Montpellier, in Francia, figlio di una famiglia di religione protestante di condizione economica benestante. Trasferitosi a Parigi per studiare medicina, ben presto decide di abbandonare l’università per dedicarsi alla pittura.
Bazille apre un suo studio alle Batignolles. Nel giro di poco tempo diventa un punto di incontro per numerosi artisti francesi, tra i quali anche Edgar Degas, Edouard Manet, Camille Pissarro, Paul Cézanne, Paul Verlaine e Berthe Morisot.
Il sodalizio che ne nascerà, e che evolverà nel movimento impressionista, prenderà il nome di “Scuola delle Batignolles”.
Il pittore francese sembra intrattenere numerose relazioni con uomini e ai quei tempi, specialmente considerando l’estrazione famigliare e religiosa da cui proviene Bazille, l’omosessualità non è ben vista.
Nel 1870, allo scoppio della guerra franco-prussiana, Jean Frédéric sceglie di arruolarsi come volontario. Cade in battaglia il 28 novembre del 1870, pochi giorni prima di compiere ventinove anni. Quattro anni dopo si tiene la prima esposizione degli impressionisti, in cui vengono esposte molte delle sue opere.
Mondadori Portfolio ha realizzato una gallery delle opere più note di Jean-Frédéric Bazille in occasione dei 180 anni dalla sua nascita.
L’abito rosa

Nel 1864, in occasione di uno dei suoi soggiorni nella villa di famiglia sulle rive del Lez, a Meric, Bazille dipinge “L’abito rosa” (La robe rose), attualmente conservato al Musée d’Orsay di Parigi. In questa tela tenta di coniugare le regole dell’arte classica, ovvero la posa in atelier, con le recenti tesi impressioniste legate al concetto di pittura “en plein air”.
Autoritratto a Saint-Sauveur

Il titolo del dipinto è “Autoritratto a Saint-Sauveur”, datato 1867 circa. Si tratta di un olio su tela conservato al Musée d’Orsay di Parigi.
La riunione di famiglia

Anch’esso conservato al Musée d’Orsay, “La riunione di famiglia” raffigura dieci famigliari in una terrazza all’aperto; a sinistra troviamo raffigurato anche Bazille. I personaggi sono riuniti a piccoli gruppi, espediente ripreso da Renoir, e rivolgono il proprio sguardo verso lo spettatore, un chiaro rimando a Manet. Il pittore, seguendo l’impostazione impressionista, dà molta importanza alla luce che, filtrando attraverso il fogliame, s’imprime sugli abiti delle figure enfatizzando il contrasto tra chiaro e scuro. Inoltre Bazille sopprime l’utilizzo del colore locale e fa ricorso ad ombre colorate.
Porta della Regina ad Aigues Morte

Durante la tarda primavera del 1867 Bazille visita la città di Aigues-Mortes, vicino alla sua casa di famiglia a Montpellier. La veduta mostra le massicce mura medievali di Aigues-Mortes illuminate da sorprendenti effetti di luce. Il sole splende attraverso l’arco, in contrasto con le ombre pomeridiane che avvolgono il pony al pascolo e le figure in primo piano.
Veduta del villaggio

Con una struttura non molto diversa a “La robe rose”, “Veduta del villaggio” riesce a conciliare brillantemente la ritrattistica classica con le esigenze della pittura “en plein air”. In primo piano, seduta sull’erba, è raffigurata la figlia del giardiniere dei genitori di Bazille. Alle sue spalle si distende il paese di Castelnau-le-Lez, nella periferia di Montpellier. Contrariamente a quanto possa far pensare il titolo, Bazille non è tanto interessato al paesaggio, quanto alla figura in primo piano, che dipinge con minuzia; Castelnau-le-Lez, al contrario, è dipinta con maggiore spontaneità.
La toilette

Il quadro tratta un tema scandaloso, ma molto in voga già nel XVIII secolo con il re francese Luigi XV: la toilette, donne sole o in compagnia che si sistemano i capelli davanti allo specchio, si lavano o si agghindano. Bazille, riprendendo questo filone pittorico, raffigura una donna nuda rilassata sul letto con due serve che l’aiutano a vestirsi. La donna richiama l’Olympia di Manet, mentre il contesto in cui è collocata omaggia la tradizione orientalista francese. Ancora stilisticamente lontano dall’impressionismo, il quadro viene rifiutato al Salon nel 1870.
L’atelier di Bazille

Realizzato nel 1870 e conservato al Museo d’Orsay di Parigi, questa tela testimonia il gruppo di artisti appartenenti alla “Scuola delle Batignolles”. Siamo nell’atelier di Bazille, a rue de La Condamine; al centro troviamo proprio Bazille, figura dipinta da Manet. A fianco di Bazille, infatti, troviamo proprio Manet, a destra, troviamo il musicologo Edmond Maître. Sopra di lui è appesa una natura morta di Claude Monet. Più problematica è, invece, l’identificazione degli altri personaggi.