
Quest’anno la Giornata Internazionale dello Sport cade il 6 aprile.
Viene celebrata ogni anno in tutto il mondo, in memoria della data d’inizio dei primi Giochi Olimpici dell’era moderna del 1896 tenutisi ad Atene.
Si tratta di un momento di grande festa all’insegna di chi ama e pratica lo sport, di chi mira ad un miglioramento della qualità della vita e volto alla promozione di tutte le discipline sportive attraverso eventi e manifestazioni.
Non solo. Lo scopo della Giornata Internazionale dello Sport è contribuire ad accrescere la consapevolezza del ruolo storico svolto dallo sport nel promuovere pace, parità di genere, integrazione sociale e sviluppo economico.
L’attività sportiva ha una forte componente educativa. È un fattore di crescita e di arricchimento personale, di responsabilizzazione verso la società, in grado di far maturare valori quali fraternità, solidarietà, non-violenza, tolleranza e giustizia.
Mondadori Portfolio celebra la Giornata Internazionale dello Sport e rende omaggio ai grandi sportivi con una gallery imperdibile

Il 31 gennaio 2022 Rafael Nadal compie un’impresa straordinaria: batte in 5 set, con una clamorosa rimonta, il numero 2 del mondo e dieci anni più giovane Daniil Medvedev, vincendo l’Australian Open per la seconda volta. Nadal è l’esempio che dimostra come la forza fisica non basti, serve tenuta mentale, educazione, rispetto per l’avversario, passione e talento. E di questo Nadal ne ha da vendere se teniamo conto del risultato ottenuto, a 35 anni e dopo un anno costellato di infortuni che ne facevano presumere il ritiro.

Il 2021 è stato l’anno dei Giochi Olimpici di Tokyo e lo ricorderemo come l’occasione in cui l’Italia ha dato una grande prova di sé. Sergio Mattarella disse: ”Chi si impegna per lo sport e lo diffonde, aiuta il Paese”. Nella foto Gianmarco Tamberi e Marcell Jacobs festeggiano l’oro olimpico vinto nel salto in alto e nei 100 metri.

Giovanissima e con la grinta di un leone, Bebe Vio non si è mai arresa di fronte alle avversità. Nemmeno quando, il 20 novembre 2008, all’età di 11 anni, è stata improvvisamente colpita da una meningite fulminante che ha causato una grave infezione del sangue e che ha portato all’amputazione di tutti e quattro gli arti. Con l’energia e il sorriso che la contraddistinguono, Bebe è tornata a fare la cosa che più amava, tirare di scherma.

Cinque Olimpiadi (da Atene 2004 a Tokyo 2020), il record mondiale nei 200 metri ancora imbattuto stabilito nel 2009 ed europeo nei 400, la medaglia d’oro ai Giochi di Pechino nel 2008, per l’Italia il primo successo olimpico femminile nella storia del nuoto. Federica Pellegrini, la Divina, è la nuotatrice italiana che ha conquistato il maggior numero di riconoscimenti, una carriera sportiva eccezionale che si è conclusa la scorsa estate con l’olimpiade di Tokyo 2020. Il finale perfetto di una carriera irripetibile.

Serena Williams, come definirla se non una delle migliori tenniste di tutti i tempi? Il soprannome “The Queen” se l’è guadagnato sul campo e non può che essere più azzeccato. La regina del tennis, a 40 anni compiuti, regna incontrastata nella storia di questa disciplina. Vanta 23 Slam conquistati in 24 anni di professionismo e oltre mille partite giocate (con l’85% dei successi).

Cresciuto tra mille difficoltà nel sobborgo svedese di Rosengård, oggi è considerato uno dei calciatori più forti della sua generazione e uno dei giocatori più vincenti di tutti i tempi. Zlatan Ibrahimović annovera oltre vent’anni di gol meravigliosi e impossibili, di assist e sforbiciate al volo, momenti che resteranno nella storia. Ibra è un grande fuoriclasse che, a 40 anni compiuti, non smette di rinnovarsi ed emozionare.

Valentino Rossi, una leggenda del motociclismo che fatto sognare grandi e piccini. 26 stagioni da sogno, nove titoli mondiali, 115 vittorie e 235 podi in totale, oltre a molti altri record. A chiusura di questo straordinario percorso, il Dottore è stato premiato al Gala dei FIM Awards di Valencia come “MotoGP Legend”, riconoscimento che, storicamente, viene assegnato a distanza di qualche anno dalla fine di una carriera. Rossi, invece, l’ha ricevuto nello stesso giorno in cui ha smesso di correre, a ulteriore conferma della sua grandezza.