
Finalmente la primavera è tornata!
Le giornate si allungano, le temperature si rialzano e i cappotti pesanti cominciano a tornare negli armadi.
La primavera è simbolo di rinascita e nuova vita, un exploit di colori e profumi che ci conducono allegramente verso l’estate.
Possiamo ammirare la bellezza della stagione primaverile anche in molte tele: da Botticelli a Van Gogh, da Monet a Manet.
Mondadori Portfolio racconta la primavera attraverso alcuni dei dipinti che meglio hanno saputo rappresentarla.
Ramo di mandorlo fiorito di Van Gogh

Pur nella semplicità del soggetto rappresentato, questo quadro è una perfetta espressione di primavera. “Ramo di mandorlo fiorito” di Vincent Van Gogh raffigura uno dei primi alberi che, per la sua precoce fioritura, indica l’arrivo ormai imminente della primavera. Il ramo si staglia su un cielo terso e luminoso. Questo dipinto, molto caro all’artista, viene pensato come regalo per l’amato fratello Theo e, allo stesso tempo, come omaggio alle stampe giapponesi tanto apprezzate da Van Gogh.
Printemps a Giverny di Monet

Questo olio su tela raffigura un paesaggio tipicamente primaverile: i rami in fiore si stagliano contro l’azzurro del cielo in un contesto rigoglioso e verdeggiante. La scena trasmette un senso di tranquillità e pace, invitando lo spettatore a godere della bellezza che la natura può regalare in primavera. Questa stagione è un tema molto ricorrente nelle tele di Claude Monet.
La Primavera di Arcimboldo

Quando Giuseppe Arcimboldo divenne pittore della corte di Vienna, compose un ciclo di dipinti chiamato “Le Stagioni”. Uno di questi è, per l’appunto, “La Primavera” (1563). Si tratta di una donna composta da una grande varietà di fiori: la pelle del viso e le labbra sono petali di rosa, boccioli e corolle, i capelli sono un bouquet coloratissimo e rigoglioso, gli occhi sono bacche di belladonna. Al collo indossa una collana di margherite mentre il corpo è coperto da un abito di foglie.
La colazione sull’erba di Manet

Dite la verità: a chi, parlando di primavera nell’arte, non verrebbe in mente la celebre “Le déjeuner sur l’herbe” di Édouard Manet? Essa raffigura due gentiluomini che si godono la compagnia di due ragazze durante uno spensierato pomeriggio all’aria aperta. Immaginate lo scandalo che provocò questo quadro: è evidente che le figure femminili non siano dee o ninfe, unica circostanza in cui all’epoca era ammissibile rappresentare una donna nuda. Tralasciando, dunque, i passatempi dei giovani protagonisti del dipinto, esso è una perfetta rappresentazione di un contesto primaverile, verdeggiante e sereno.
Una domenica pomeriggio a La Grande Jatte di Seurat

Forse tra le opere più famose del puntinismo, il quadro è stato realizzato tra il 1884 e il 1886 da Georges-Pierre Seurat. Egli immortala sulla tela una piacevole domenica di sole su un prato dell’isolotto della Grande-Jatte, sulla Senna. La scena è affollata da persone che passeggiano con il parasole e altre sdraiate sull’erba, a indicarci l’arrivo della stagione primaverile. Seurat riesce a trasmettere perfettamente la voglia di godersi una gita al lago. Inoltre, la giustapposizione dei puntini conferisce una vibrante luminosità alla scena.
The Small Meadows in Spring, By di Sisley

Nel 1880 Alfred Sisley si trasferisce da Sèvres a Veneux-Nadon, alla periferia di Moret-sur-Loing. La tela raffigura un sentiero alberato lungo la Senna che collegava i villaggi di Veneux-les-Sablons e di By, percorso che il pittore dipinge spesso. Sullo sfondo s’intravede Champagne-sur-Seine mentre al centro del dipinto campeggia una figura femminile, probabilmente la figlia dodicenne dell’artista.
Primavera a Eragny di Pissarro

Custodito al Museo d’Orsay di Parigi, “Primavera a Eragny” dimostra lo stretto legame che Camille Pissarro sente con la natura, fonte della sua ispirazione pittorica e protagonista di molti suoi quadri. I colori appaiano vivi e squillanti e la luce modella ed evidenzia questo pacifico paesaggio, nel pieno della stagione primaverile. Lo scopo di Pissarro è rappresentare le suggestioni che lo spettacolo della natura, nella sua tranquillità e purezza, suscita nel suo animo.
Primavera di Botticelli

Concludiamo questa carrellata con Sandro Botticelli, colui che ha dipinto la rappresentazione per antonomasia della primavera. Fiore all’occhiello della Galleria degli Uffizi e datata 1482, l’opera presenta una natura verdeggiante e ricca di numerose varietà di fiori e piante. La scena si legge da destra: Zefiro, dio del vento, rapisce la ninfa Clori di cui è innamorato. Essa, rimasta incinta, si trasforma in Flora, personificazione della fertilità. Venere campeggia al centro del quadro; sopra la sua testa svolazza Cupido. A sinistra, le tre Grazie danzanti e il dio Mercurio, intento a scacciare le nubi.