
Ingegnere, pittore, anatomista, scienziato…forse pochi sanno che Leonardo da Vinci era anche un grande esperto di cucina.
Attraverso le pagine del Codice Atlantico, scopriamo alcuni dei disegni più curiosi e dei progetti più lungimiranti che Leonardo realizza in ambito culinario.
Amante della buona tavola, Leonardo coltiva una forte passione per il mondo della gastronomia tanto da inventare ricette e progettare utensili e apparecchi, molti dei quali precursori dei nostri.

Nel foglio 16 recto possiamo vedere l’arnese inventato da Leonardo per schiacciare l’aglio. Il meccanismo, che consisteva nel chiudere le due leve con la mano, è rimasto uguale anche oggi e in alcune cucine italiane si chiama ancora “Il Leonardo”.

Il foglio 21 recto raffigura un girarrosto. Quello in alto, mosso da un contrappeso; in basso, azionato da una corrente d’aria calda.
Secondo Leonardo, il “bravo cuoco” doveva avere una cucina pulita e in ordine, un fuoco sempre acceso, una riserva continua d’acqua bollente, macchine per lavare, tritare, affettare, pelare e tagliare. Per i commensali, invece, stila un elenco delle regole del galateo.
Ingredienti per lui indispensabili in cucina sono le erbe e le spezie, e importante è utilizzare gli attrezzi adeguati alla ricetta che si vuole preparare.
Leonardo ci ha anche lasciato molte ricette, come l’Acquarosa, una bevanda a base di acqua, limone, zucchero ed estratto di rosa.
Non è un caso, forse, se nell’Ultima Cena Leonardo da Vinci rappresenta una tavola quasi visionaria: apparecchiata perfettamente, pulita, ordinata… insomma, ben diversa da quelle della sua epoca.

Da Vinci dipinge, vicino a ciascun commensale, una piccola tovaglia per pulirsi la bocca e le mani. È il primo tovagliolo della storia dell’arte.