
Il 14 luglio del 1919, a Parma, nasceva Lino Ventura.
Cresciuto a Parigi ma sempre fedele alle sue origini italiane, intraprende la carriera sportiva e diventa, nel 1950, campione d’Europa di lotta greco-romana.
Un infortunio lo costringe ad abbandonare il pugilato, tuttavia è questo evento a segnare l’entrata di Ventura nel mondo del cinema. Viene notato dal regista Jacques Becker che gli propone un ruolo nella pellicola Grisbì del 1953.
Da questo momento Lino Ventura interpreta prevalentemente ruoli di malavitosi, criminali o personaggi scontrosi ma dal cuore tenero. Il suo debutto da protagonista avviene nel 1960 con Asfalto che scotta di Claude Sautet.
Da questo momento, Lino Ventura cavalca l’onda del successo, con una serie di pellicole che lo consacrano come uno degli attori più amati dal pubblico francese.

Una scena del film “L’armata degli eroi” (L’Armee Des Ombres) del 1969 diretto da Jean-Pierre Melville.

Ventura in una scena di un altro film di Jean-Pierre Melville, “Tutte le ore feriscono… l’ultima uccide” (Le Deuxieme Souffle) del 1966.
Lino Ventura non recitò in molte pellicole italiane. Le due più significative sono state Cadaveri Eccellenti di Francesco Rosi e Cento giorni a Palermo di Giuseppe Ferrara in cui veste i panni del generale Carlo Alberto dalla Chiesa.

Lino Ventura in una scena del film “Cadaveri Eccellenti” del 1976 in cui interpreta il taciturno ispettore Amerigo Rogas.
Nel 1974 Ventura vince il David di Donatello per Una donna e una canaglia (La bonne année), film di Claude Lelouch.

Lino Ventura mostra il David di Donatello vinto come miglior attore straniero per il film “Una donna e una canaglia”. L’altra statuetta è stata vinta da Françoise Fabian come migliore attrice straniera per lo stesso film. Taormina, 1974.