
Oggi, 29 novembre, ricordiamo i dieci anni dalla scomparsa del regista Mario Monicelli.
Figura storica del cinema italiano, Monicelli nasce il 16 maggio 1915 a Roma ma cresce a Viareggio. In tale contesto Mario respira l’aria mondana, si immerge nella vivacità delle attività letterarie e artistiche e fa suo quel caratteristico e irriverente spirito toscano che comparirà nei suoi film.
Mario Monicelli, durante la sua lunga e fruttuosa carriera, sviluppa uno stile cinematografico semplice ma efficace, capace di restituire un affresco dolce e amaro dell’Italia e degli italiani.
Indimenticabile è la felice collaborazione che Monicelli intraprende con Steno nel 1949, rapporto che proseguirà fino al 1953. Ricordiamo soprattutto alcune pellicole interpretare da Totò, dove centrale è il raccontare la drammaticità della vita quotidiana attraverso toni legger e scanzonati.
Da questo momento, Mario Monicelli viene consacrato come uno degli esponenti cinematografici più importanti di sempre, realizzando alcune pellicole che possiamo considerare cardini della commedia italiana.
Con le immagini di Mondadori Portfolio, ripercorriamo alcuni dei titoli più noti firmati dal maestro Monicelli.
I Soliti Ignoti

Una candidatura agli Oscar e tre Nastri d’Argento vinti: “I soliti ignoti” è un capolavoro di Mario Monicelli, in grado di unire tragico e comico in un connubio eccezionale. La banda formata da Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni e Renato Salvatori, guidata da Totò, ha l’occasione di mettere in atto il colpo della loro vita: scassinare una cassaforte costudita nei Monti della Pietà, il Banco dei Pegni.
La Grande Guerra

“La grande guerra” racconta le vicende di due scansafatiche, Oreste Jacovacci (Alberto Sordi) e Giovanni Busacca (Vittorio Gassman), che si ritroveranno catapultati nel delirio della prima guerra mondiale. Tra macerie, freddo e pessimi ranci, i due riusciranno sempre a evitare grane, fino a che…
L’armata Brancaleone

Una commedia italiana con la regia di Mario Monicelli, “Larmata Brancaleone” restituisce un’Italia medievale famelica e stracciona. Brancaleone da Norcia, cavaliere fanfarone e dai pochi meriti, si pone al comando di un’improbabile armata di miserabili alla conquista del feudo di Aurocastro nelle Puglie.
I Compagni

Un film del 1963 che ha come interpreti principali Marcello Mastroianni e Renato Salvatori. Monicelli racconta la nascita del sindacalismo attraverso i tratti della commedia italiana. Nella Torino di inizio Novecento gli operai di una fabbrica protestano contro i padroni e gli orari di lavoro troppo duri. È necessario uno sciopero che sia vessillo nella lotta per la difesa dei propri diritti e, in aiuto dei lavoratori, giunge da Roma il socialista professor Sinigaglia. “I Compagni” riceve una candidata agli Oscar per la migliore sceneggiatura originale.
Amici Miei

Con “Amici Miei” ci troviamo di fronte a quello che è stato unanimemente considerato il capolavoro della commedia italiana. Quattro amici ormai adulti, ma un po’ scanzonati, hanno un’irrefrenabile voglia di restare giovani. Per questo si ritrovano per le loro “zingarate”, vagabondaggi, scherzi, ragazzate di ogni tipo. Fino a che un evento tragico li riporta con violenza alla realtà… “Amici Miei” vince tre Nastri d’Argento e due David di Donatello.
Guardie e Ladri

Il film è una delle pellicole più importanti nate dalla collaborazione tra Mario Monicelli e Steno, nonché considerato uno dei migliori di Totò la cui interpretazione è, ancora oggi, riconosciuta come una delle sue prove più apprezzate. La storia è ambientata a Roma, durante il secondo dopoguerra, e vede come protagonista il ladruncolo Ferdinando Esposito (Totò) e il Brigadiere Lorenzo Bottoni (Aldo Fabrizi). Quest’ultimo deve ricatturare il criminale, pena la perdita del posto. Dopo inseguimenti rocamboleschi, i due finiscono per divenire amici, scoprendo di avere molti problemi che li accomunano.
Il Marchese del Grillo

Ultimo film della nostra carrellata, ma non certo per importanza, “Il Marchese del Grillo”. Una delle interpretazioni più riuscite del grande Alberto Sordi, in questa pellicola nei panni di un esponente della nobiltà romana ottocentesca e cameriere segreto di papa Pio VII. In realtà il marchese Onofrio del Grillo ha un’indole goliardica e lazzarona e, per sfuggire alla noia, spesso frequenta bettole, osterie e bische clandestine. Il film vince quattro Nastri d’Argento, due David di Donatello e viene premiato al Festival di Berlino.